Utente eliminato
Pubblicata il 15/02/2019
Frapposto a quel vetro
il tuo volto
intercapedine per braccia tese
spazio del nostro bacio rarefatto
più raffinato di un panama
d’autunno abbandonato
sulla anonima panchina.

le luci si prostrano
ai primi lembi della sera
in apparenza emergono
tra infreddoliti passanti
schivare la tua malinconia soave
il mio estasiarne...
il canto.

avrei voluto
oltrepassare il muro:
essere…
da te!
sentire la tua mano
tramortire la sola immagine
e avverarsi il sogno.

sarebbero bastati…
pochi passi
il tuo stesso velato sorriso
quell’idea d’appuntamento
e tu, semplicemente alzandoti,
penetrarmi dove mi rincorro…
non mi raggiungo e sono.
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Bellissima

il 16/02/2019 alle 06:24

quel vetro e quei pochi passi non fatti,il poter esserci per poi solo sfiorare ciò che si sarebbe potuto avverare.La vicinanza,quando si esita,può diventare la più lunga distanza.Molto bella anche la chiusa.

il 17/02/2019 alle 13:40