Pubblicata il 14/02/2019
L'altro ieri sono stato catturato dal programma della D'Urso. L'ospite era Silvio Berlusconi. Un cavaliere inviperito con gli italiani che a suo dire sarebbero tutti impazziti. La padrona di casa ammutolita per più di venti minuti. Una scena da brivido.

negli anni passati, per scuoterci dal torpore, ci deliziavamo coi film di Dario Argento: Suspiria, Profondo rosso, Phenomena. Grande, grandissimo Dario. Un mito. Adesso è tutt'altra musica. Quel che rimane è solo la possibilità di atterirci con questi siparietti dell'orrore.

il cavaliere, come al solito, è in splendida forma, intelligente, autoritario, spiazzante. Nella sua lunga invettiva ci parla della minaccia cinese, del fatto che l'Europa non sia compatta per fronteggiare il pericolo dagli occhi a mandorla. Ci ricorda come il giovane Luigi Di Maio non sia laureato e invece Lui sia in possesso di un bel 110 e lode.

non posso fare a meno di guardare con occhi stralunati il suo splendido aplomb, la sua voglia di esserci, in passato molti sono stati affascinati da quest'uomo eclettico, innovativo, complesso.

vorrei cambiar canale, ma l'intervista-arringa è già finita e io rimango intontito a fissare il vuoto, come se un tornado mi avesse investito in pieno.
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