Pubblicata il 12/02/2019
Storie di città,
di anime vestite di carne
che si spingono da uno spazio all'altro
rincorrendo ora il sole
ora le nuvole.
storie umide e acquose
che in silenzio gocciano
negli angoli nascosti,
nelle piccole aiuole sporche di verde
e disordinate:
senza sacerdoti né crocifissi
senza affreschi né incensi
esse diventano muti confessionali
per anime vestite di carne
sole
piene di sconforto
perse nelle strade veloci.
  • Attualmente 4.6/5 meriti.
4,6/5 meriti (5 voti)

Bella bella.

il 13/02/2019 alle 23:26

sate…

il 15/02/2019 alle 15:36

Si descrive una scenografia di una umanità che vagola sul pianeta senza saper bene le proprie intenzioni ...infatti si rincorrono sia le illusioni sia gli inganni...non c’ è speranza probabilmente per queste anime rivestite di carne ma la Poetessa ravvisa nella Fede una possibilità di salvezza...anche se la strada della Conoscenza è irta di difficoltà, forse, è una strada che si può cercare di intraprendere per queste anime vestite di carne che si perdono nelle strade veloci che si intersecano in quelle storie di città...forse...

il 16/02/2019 alle 18:44

l'insensatezza dello spazio urbano, uno scenario decadente e privo di fedi, intese non soltanto in senso confessionale ma anche, e soprattutto, come "religioni laiche". non più colori, emozioni, simboli e riflessi. persino il verde delle aiuole appare arido e destrutturante. e anche le poche storie di vita, che "si spingono rincorrendo il sole", si frantumano inesorabilmente, perse nello sconforto di strade insignificantemente veloci. coglie nel segno rom quando accenna all'afflato spirituale come unico e anelato asilo della Poetessa? chi lo sa… certo, un'inequivocabile dimensione nichilista riecheggia incontrastata nell'intero dispiegarsi dei versi, come in "muti confessionali per anime vestite di carne"... una poesia bellissima e di profonda introspezione, come, del resto, sin dalle prime liriche ci ha abituato l'Autrice….

il 16/02/2019 alle 19:29