Pubblicata il 11/02/2019
Il monco Febbraio sbriciola i suoi giorni
sulle strade battute d’algida tramontana,
come coriandoli svolazzanti sui sogni
di fantastici elfi e gnomi di montagna,
trita il suo tempo in istanti e momenti
che scendon giù come fiocchi di neve,
a coprire delicatamente le trasparenti
e tenue vite che si consumano in breve,
urla la sofferenza del Pierrot triste,
lacrimando in silenzio bianche perline
coi dolori del buio inverno miste
e versando rugiada sulle sue mattine.
giace sulle sue membra l’Arlecchino
già fiacco e stanco d’allietar la gente,
fugge via il Pulcinella con un inchino
scomparendo tra la nebbia irriverente
e il monco Febbraio si dilegua in fretta,
scivolando lungo i pendii del tempo,
giù a valle verso il letargo che l’aspetta:
rapido svanisce, fulmineo come lampo.
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