Pubblicata il 11/02/2019
Lettera 32, chissà dove l'hai scovata, ti passa sotto i polpastrelli come la pelle di una donna e più fai danzare le tue dita, più la scena mi fa tornare sui miei passi. Una Olivetti dunque, le parole che scorrono e saturano l'aria assieme all'odore soffuso di samosa indiana e pizza nostrana, seduto per terra, le gambe incrociate attorno alla vecchia macchina e gli occhi a seguire lo scorrere del foglio. Illumina il quartiere la tua passione e mi fermo a sentire il ticchettio. Mi pervade la sensazione di aver scovato la passione tangibile, quella che ha a che fare con i soldi solo nella misura in cui procurano il necessario; il resto è emozione. Un paio di lauree e ventisette anni d'amore per la scrittura, niente editoria a pagamento, onestà intellettuale nel presentare te stesso in quel paio di minuti, poi avvicini ognuno muovendo i fili dell'anima. Parole fra le mani e sui volti di chi ti guarda e apprezza l'idea che a quella pagina ne seguiranno altre, domani e ancora domani, sempre con passione.
la gioventù che esorta la gioventù a scrivere l'ultima e pensare subito alla successiva e in venti minuti il capannello di gente che ti attornia. I meccanismi della narrazione di strada e il messaggio che scrivere è un legame d'amore; libera le mani dalle travi e demolisce i muri di cinta.
una stretta di mano ragazzo, uno sguardo alla tua Olivetti e il tuo libro nella mia borsa. A volte capita di chiudere il giorno nel migliore dei modi.
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è confortante quello che hai raccontato...io penso che nonostante le apparenze ci sia tanta gente in gamba in giro per il mondo, è che è gente stramba, non si fa pubblicità e quindi sembra non esistere...

il 11/02/2019 alle 15:12

Gente stramba e surreale, gente che vive nel mondo ma non per il mondo, almeno non per quel mondo che vuole omologare tutto e a tutti i costi. Anche solo occasionalmente, resta un piacere condividere i passi di coloro che ancora si pongono in gioco senza perdere l’identità. Ciao Arturo.

il 11/02/2019 alle 16:37
Jul

dici bene Arlette: non per quel mondo che vuole omologare tutto e a tutti i costi. La passione non è omologabile ed è un corroborante che stimola l'individuo a non scimmiottare la nullità globale che ci circonda ma a seguire la propria personalissima strada, forse impopolare ma autenticamente vissuta...

il 11/02/2019 alle 20:10

Per questi esseri umani la passione ha ancora il suo significato più puro, è forza e istintualità, lo si sente quando ne incontri uno; non ci sono pose, non c’è esibizionismo o facili effetti scenici, non c’è parallelismo sterile ma prolifica convergenza per essere un tutt’uno con ciò che amano. Dici bene Giulia, non hanno strade spianate e di rado hanno cospicui conti in banca ma “vivono” e dunque, onore alla loro tenacia.

il 12/02/2019 alle 10:18

"libera le mani dalle travi e demolisce i muri di cinta". Proprio così,non avresti potuto darne definizione migliore.

il 12/02/2019 alle 10:27

È quello che realmente ritengo siano scrittura e lettura se intese come assoluta passione, indipendentemente dal livello culturale e dal vincolo dei tempi, dalle mani rupestri ai nostri giorni, sono privilegio quotidiano. Grazie per il tuo passaggio Genziana.

il 12/02/2019 alle 18:01