Pubblicata il 08/02/2019
Copiavo i tuoi passi
camminandoti dietro
ignorando che un giorno
t'avrei perso di vista.

Svoltasti quell'angolo
un mattino di Marzo.
Attesi per giorni...
non facesti ritorno.

Restò il calore
del tuo fazzoletto bianco
appena stirato
e pregno d'affetto.
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che bell'omaggio.

il 09/02/2019 alle 17:11

sì,ho voluto ricordarlo così,grazie

il 09/02/2019 alle 20:40

ah,nella poesia di Francesco,dove avevi chiesto che era successo,non ho più potuto rispondere perchè sono stata bannata,e non ho ancora capito il perchè.Ma non è che poi me ne freghi più di tanto,per la verità,chi si somiglia si piglia dopotutto.

il 09/02/2019 alle 20:59

Bellissima tutta ma la prima strofa e' adorabile

il 11/02/2019 alle 11:12

quando lui camminava sul marciapiedi di fronte casa,nei pomeriggi riscaldati dal sole,con le braccia giunte dietro la schiena e pensieroso,io ero piccola e per giocare ad imitarlo gli camminavo silenziosamente dietro cercando di fare il passo lungo come il suo e tenendo anch'io le mani giunte dietro la schiena,come faceva lui.In quella casa,piccola,i miei nonni mi hanno cresciuta e non posso dimenticare quando,col suo lindo e profumato fazzoletto bianco appena stirato,mi faceva soffiare il naso anche se non ce ne era necessità.Un gesto puramente affettuoso e protettivo.Grazie gpaolocci.

il 11/02/2019 alle 12:14

...Scusa, Genziana, se approfitto della tua dolcissima Poesia...ma siccome sono curioso e, quindi, non solo le donne lo sono, mi piacerebbe sapere chi sia quel Francesco che tu citi...un abbraccio, rom.

il 11/02/2019 alle 17:07

ti ho scritto in privato.

il 11/02/2019 alle 20:33

grazie a te di essere passato,Vir,un abbraccio.

il 12/02/2019 alle 20:32