Pubblicata il 07/02/2019
.A l’uscio natio la luna al suo esordio
ansima bocca di grazia, interludio
commosso, scrigno col suo mosto.
.A piccoli frali in braccio, chicchi
assiede l’ignoto, massaia allattante
destino al seno, e grano e rampicante
impazza, tremito solitario il cuore
fuggito fiumana da insidiosa cella
cullante idea, musa a meta viva
che il tempo sia invito, esilio di dolore.
.Amante, nostalgia sei tu fatale fame,
telaio di desio a questa sonda, soffio vitale?
.Sei tu, pathos umbratile, fremere nudo
ribelle sballo di mille ancelle, spasmo
danzante valzer sulla mia pelle?
.Nessun messaggio a l’aurorale boccio.
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