Pubblicata il 24/01/2019
*Eri tu il mio Dio,
nel chiarore della notte
sciabordante alla finestra,
come l'imponente risacca
di un infinito azzurro oceano,
dilagato nella mia povera tempera,

eri tu il mio Dio,
nel deserto delle terrazze,
incombenti come cattedrali
sui paesaggi profondi e silenziosi,
dalle cui tiepide brezze
spirava l'inquieta malinconia
della mia fanciulla fiaba sonora,

eri tu il mio Dio,
nel calore pastoso del vino
che inondava il mio petto,
bruciando nel fuoco ogni cruccio,
appannando dolcemente i sensi
assetati di gioia ed oblio,
galleggiando sulla morbida nuvola
di ogni mia chimera,
appena prima
che la veglia confluisse
nel delta dei miei sogni,

eri tu il mio Dio,
nella sottile laguna d'asfalto
sulla strada del ritorno,
danzando irridente
fra squali crudeli,
avidi della mia carne illesa
come l'anima di un bambino,
sempre incontro alla luce dell'aurora,
prossimo ancora alle tenere pupille
che al mio sguardo sperduto
schiusero i colori del mondo,

eri tu il mio Dio,
nei mille scorci
per sempre sposati
ad un breve moto del mio animo.

*Verso la tua sola immagine,
sebbene di Sacre Icone ornata,
spontanee sgorgano le mie preghiere apocrife,
della mia unica vera fede
struggente evidenza.
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