Pubblicata il 23/01/2019
Venne quella notte
con leggiadria danzando
e gli occhi suoi
gareggiavan con le stelle

dalla sua bocca
un canto sì soave
da far vibrare i cuori
in un deserto senza luci

e l’ eco di un sorriso
accarezzava la mia pelle
l’ eccitazione dei miei sensi
sublimava verso il Cielo

l’ Alba di un domani
proteso alla sua ombra
un segno mi restava
scavato dentro all’ anima...
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Volevo farti notare che essere fragile può essere solo un momento, che la vita da' tante sberle che uno cambia per forza, se non vuole soccombere.. Io non approvo le persone arroganti, mi fanno andare letteralmente su di giri, ma devo imparare ad essere forte per sopportarle e vivere. Poi lascio il cuore alla poesia... Ciao

il 24/01/2019 alle 06:37

mi piacciono molto i tuoi scritti, li trovo, delicati, eleganti, attenti nel narrare contenuti di vita! Bravo!

il 06/03/2019 alle 00:28