Pubblicata il 11/01/2019
Annego nell'oceano di piombo liquefatto,
nelle correnti delle ottusa volontà
insieme alle parole affogate,
tiepide nel ventre verde del pozzo.
il mio corpo discende agli antichi fondali,
mausolei di cenere,
un cadavere ubriaco di incubi che sfamerà
i granchi.
la mia mente sale verso spiagge di ossa,
arranca sfinita ad asciugarsi al sole
con le piume dei cormorani, ricerca le
piccole tenere scintille dell'esistenza.
piange nella salata ignavia.
piange per il vino e per le risa di bambini.
piange per insignificanti amori estivi.
piange per fiabe dozzinali.
dalle giungle di voodoo dell'Africa alle
strade di fumo di Milano siamo comunque
le stesse bizzarre scimmie, cani e vermi
agghindato da banchieri e da artisti.
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confermo il commento precedente, ma non mi suoni nuovo...

il 12/01/2019 alle 14:57

Nel senso che ti pare già sentita?

il 13/01/2019 alle 19:35