Pubblicata il 11/01/2019
i bimbi seppero festanti
del santo Natale
guardando oltre
la fosca intelaiatura
dei loro sogni;

chi smunto
e piegato su se stesso,

chi asserragliato dietro
a pupille vuote
e ad un cuore arido,

chi cinto dalla bambagia
e dalla dovizia
ma con l’estremo desiderio
di sentirsi compreso e meno solo.

l’attesa di quella notte
tanto solenne
fu a malapena turbata
dall’indigenza dei villaggi
e dal fermento caotico delle città,
o dall’improvvida andatura
dei giullari fuori dalle osterie.

quando la luce stette per declinarsi,
alcuni giovinetti
cominciarono a credere fortemente
ad un nuovo principio
in cui seppellire il triste ricordo
dei giorni appena vissuti;

altri,in seguito,
si fecero bastare
l’aver visto
negli occhi imperturbabili del cielo,
tra tutte,
la stella più luminosa.

non ci volle molto,
alla venuta d’un’alba
ancora in fase crepuscolare,
ch’essi smisero d’illudersi
nel credere d’essere davvero felici,
per almeno una volta,
nella loro breve esistenza
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