Pubblicata il 07/01/2019
*Vorrei essere un libero uccello
per discendere rapido,
in picchiata
dal silenzio imponente
delle ripide alture,
fendendo il freddo vento
in direzione
delle verdi valli profonde
brulicanti di vita,
solcando la meraviglia degli altopiani,
illusione di vaste praterie,
sovrastanti miraggi infiniti,
penetrando nei freschi boschi
odorosi di funghi,
cullato dalla protezione
della macchia silvestre,
per poi riflettere le ali leggere
nello specchio gelido e cristallino
di un lago montano,
più prossimo al sogno che alla veglia,
assaporare ad ogni istante
la gioia del volo a planare,
dell'evasione dalla fortezza montana
fra i cui contorti dirupi
è nel ghiaccio serrato
il mio pavido cuore,
oltre un rozzo muro abbandonato
uscire all'aperto
nel cielo notturno
brillante di limpide stelle,
remote ancora le luci della pianura,
irresistibile il richiamo
della mia città vissuta,
dolceamara visione
che senza sosta agogno
come l'amore senza compensazione,
sin dalle vette dei colossi rocciosi,
muti e impassibili come un Dio malevolo,
insensibile ai lamenti
del mio fragile spirito.
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Quanta ricchezza in queste immagini, molto evocativa, mi è piaciuta molto

il 08/01/2019 alle 01:06