Pubblicata il 28/12/2018
lo vedo passando ogni mattina
sotto l'albero, seduto sulla panchina
con il vestire un pò trascurato
e un bastone di legno laccato

il suo volto è immoto, dal tempo scavato
lo sguardo perso in un ricordo passato.
sotto un cappello a tesa consunto
il suo incarnato è terreo, smunto.

quando cerca il bastone gli trema la mano
riesce ad alzarsi dopo qualche sforzo vano,
avanza incerto appoggiato di peso
sembra un essere che si sia arreso

a una vita assai lunga, a tutti quegli anni
al dolore insopportabile di tutti i malanni.
la sua espressione è sempre sofferta
è solo ogni giorno sulla strada deserta.

chissà cosa è stato durante la vita
un uomo capace dalla forza infinita
disposto ad aiutare chi è nel bisogno
o uno capace di dare solo cordoglio

di fare del male e di sfruttare
e tutti gli altri più giù trascinare.
chi può dirlo adesso vedendolo passare
se ha procurato il bene oppure il male

ma che cosa importa ormai quel che è stato
ora è solo un anziano dallo sguardo fissato
un povero Cristo che si trascina a fatica
verso la fine della sua povera vita.
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la tua bellissima poesia ....quanta tristezza regala .....troppo vera.

il 29/12/2018 alle 14:12