Pubblicata il 19/12/2018
Edere in letargo
si addensano sui laghi

l’ombra del cratere
avvolge la marea

pozzi a vivaio:
una mentita verità

cercava nei suoi occhi
all’alba di un esilio

urna
reliquia
la tua prima conversione

guardo
una luce che non si vede
un silenzio che non si sente

adesioni?
di te
mi sei simile?
prendili
hai rimedi?
fonti d’Asia
quando tornerai?
dopo aver mangiato

è un’indole contesa
un estro che discrimina
la polvere scolpita
il limite del ramo

arrivare soli e
scegliere il momento
accogliere ogni accenno
di assimilazione

pioggia d’estate:
io ho il responso

la tua umile promessa

la nostra devozione
è una destinazione

ma tu non ricordi
tu senti colpe
tu ti rivedi
alla fine di qualcosa

venti stranieri
la prodiga progenie

ma dimmi
quando toccheremo terra?
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...Versi straordinariamente ermetici che inducono in maniera irresistibile ad una prima conversione per poter così guardare una luce che non si vede in un silenzio che non si sente...versi successivi di assillanti domande che scolpiscono la polvere intesa come splendida metafora della confusione della vita fino ad arrivare da soli e finalmente scegliere il momento topico per accogliere il momento presumibilmente migliore degli accenni di assimilazione per poter sostenere un confronto con i comuni mortali...infatti avviene l’ annuncio di un travagliato responso sulla pioggia dell’ estate, altra splendida metafora del continuo lavaggio di insolite devozioni...ma sulla prodiga progenie si abbatteranno venti stranieri certamente dominanti...inevitabile la preoccupata domanda ...quando quando toccheremo finalmente terra ? ...l’ Odissea continua...soprattutto l’ ermeneutica sui primi sensibilissimi ermetici versi…; l’ emozione trasuda incontenibile...sinceramente un plauso al trascinante Poeta...

il 20/12/2018 alle 13:28

l'edera,intesa come arbusto, rappresenta di per sè l'attaccamento viscerale a qualcosa di solido (in questo caso,a qualcuno) tanto da poterne,potenzialmente,provocare la morte stessa.E' il simbolo della passione che avvolge ma,in questo caso,è in letargo sui laghi,anche questi simbolo di immobilità e torpore.Mi viene da pensare ad un forte sentimento amoroso non pienamente espresso in tutta la sua forza.Forse,perchè si teme di perderne il controllo.La luce che non si vede ed il silenzio che non si sente,mi fa pensare ad una solitudine cercata,all'esigenza di guardarsi dentro per poter,poi,capire il fuori.La pioggia d'estate è un'evento insolito,è un qualcosa che scuote l'immobilità dei laghi e,chissà,anche l'edera.Toccare terra è afferrare la certezza di essere vivi,vitali e liberi di esprimere la passione ed il naturale trasposto. (Se non ne ho azzeccata una,chiedo scusa:ma a me,questo arriva e davvero c'ho messo tanto impegno) :)

il 20/12/2018 alle 15:12

*trasporto

il 20/12/2018 alle 15:12

Grazie amico mio… quando la scrivesti mi colpì a tal punto da custodirla tra i più preziosi dei ricordi… è per questo che ti ho chiesto di ripubblicarla… a presto

il 20/12/2018 alle 21:18

mariadaniela, hai colto in pieno ogni sfumatura, ti sono grato per l'impegno e il tempo che mi hai generosamente concesso… ti bacio...

il 20/12/2018 alle 21:19

Particolare nel suo coerente assemblaggio letterario!

il 31/12/2018 alle 18:39

grazie sir, per lettura e commento...

il 31/12/2018 alle 20:46