Pubblicata il 18/12/2018
-Come a fingersi assente dilegua
genuflessa ai marosi inebriata
la vetta rilucente argentea
di spuma a pura torcia vellutea
lustra balzella dal morbido mallo.
-Pare inveire alla sua mensa il bello
affiora desio di favola antica
e arpeggia tintinnando rugiadosa trama
con occhi di brina stregati dal vento
amante di lago dal candido osso.
-Amoreggia ansimante l’alleanza
denuda fuoco d’armonia e danza
morbide valli a verginea memoria
l’assenza tua che ora culla dolore
addormentatosi uscio sul mio cuore.
-Tonfo sordo l’amore sigillo ha lamine d’oro
com’urna cineraria di tempo pulsante e caro
iscrive vacuo suo gesto l’oblio al gesto
d’imperitura lectio in suo ardimento
ov’io viva di tua traccia, invano lotto.
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