Pubblicata il 24/11/2018
Avrei voluto essere una spirale,

non di fumo, anima mia,

di braccia accoglienti di luce

che stringono con foga

i tuoi sensi di colpa,

forse anche i miei,

per ritornare indietro

dove il muro si fa ombra

e maschera i fiori virtuosi.

la natura s'indigna e crepa

la nostra indifferenza,

cambia aspetto per crudeltà

a percepire che siamo dei,

sfrontati amanti delle ore

disegnate sui muri alti.

avrei voluto essere un tormento,

anima mia, per regalarmi l'assenza

del tuo corpo, ora che si disfa

in foglie oro e ruggine al vento.

in un rigagnolo di luce s'attarda

un dolce soffrire senza senso.
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bella e profonda poesia......

il 25/11/2018 alle 07:57

Grazie.

il 25/11/2018 alle 16:48