Pubblicata il 19/11/2018
Il monte ripido e oscuro
saliva alto a coprire l’orizzonte alla mancina
mentre muovevo il passo
i pensieri turbavano il corpo
e l'animo combatteva con se e il tutto
alle spalle mi colpì vento e luce che mi incurvò come giunco
volsi al dove la fronte
il monte ora alla diritta
era luce vento e liquido
come immensa onda schiumava
veniva nel fragore
mi crocifissi nello spazio
il petto era forte le piante ferme
lo sguardo agognava guardando il bagliore
felice fui travolto dalla roccia che come il mare mi divelse
sbattuto alla ferma rena
ero lacero ed il respiro non riempiva
il sangue dai molti tagli colava a dissetare la terra
vita solo vita
la prima acqua della vita
il mio passo il respiro non vollero saper altro e mi tuffai.
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