Pubblicata il 17/11/2018
Ho udito il pianto d'un bambino
il dolore d'una madre
d'un feroce eroe l'urlo di guerra
di giovani amici i baccani di gioia

e tutti avevan natali foresti di cui il verbo m'era ignoto
ma compresi i loro pianti, i dolori, i loro urli, le loro gioie
ed imparai così a chiuder gli orecchi per ascoltare
per sentir l'essere dell'uomo

ti ho ascoltato, toccato, pensato, sognato
coi miei ho guardato i tuoi occhi
ed ho aperto finalmente la vera porta dell'anima
che è, immensa e reale, l'eterna casa del figlio dell'uomo
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