Pubblicata il 15/11/2018
-Accoglie candore il gracile greto
narra di memorie e fiumi di tesori
letargie di sogni e sbuffi d’arcobaleni
lungo febbri d’intermittenti infedeltà
lune di beltà su ali di luminosità.
-La felicità ha l’indicibile di chi non c’è più
maschere in ostaggio d’aldilà
complici d’un tempo cullante
il cuore in levità.
-Possibile che nulla resti?
-Cosa o chi debba vivere o morire
nell’anima col suo dolore animale
che fa così tanto male.
  • Attualmente 3.33333/5 meriti.
3,3/5 meriti (3 voti)

Il dolore di qualunque tipo logora anima e corpo, purtroppo tutti ne siamo toccati e ci sono tanti momenti difficili da superare

il 16/11/2018 alle 07:30

Non è il dolore che è messo in discussione ma la fugacità del tutto! Il non senso della vita e lo stesso dolore, la perdita, la stessa felicità che resta solo un ricordo di felicità! I tanti perché che sono la deriva di un'anima che non sa più perché vivere con così tanto dolore ... non resta dunque che cercare il non senso nel tentativo di dare un senso? Un sentire condiviso! Questa forse la magra consolazione?

il 16/11/2018 alle 11:51