Pubblicata il 07/11/2018
Quando nell'aria
il lacerante tocco
della campana freme,
nel cuore
rintrona un tonfo,
ed una rovente spada
l'anima dal corpo fende,
e più spirito
né carne trovo
al seguito del feretro
che chiude chi..
.. nella vita amato ho tanto!
nel violaceo
litaniare dell'astante pietà,
l'accogliente urna:
con te
di me vuoto
scivolo verso
il tuo profondo abisso,
nel deserto esilio
dove livida
la notte
stende l'opaca coltre;

oh, spietato rintocco,
atroce maglio
che inesorabile
le umane fibre
nella brumosa
terra penetri,
prendi questi occhi
e il cuore
e tutto,
e dell'orrore mio,
al suo pari, godi,
negro Cerbero:
e quiete eterna donaci...
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