Pubblicata il 24/10/2018
L’estate è finita.
e tu l’hai seguita, fedele come una rondine
mi saluti con la mano in un vecchio video, sorridi e poi svanisci.
spicca il volo, vola via.
mentre io rimango qui.
col freddo che mi spezza le ossa
ed è difficile dire perché mi manchi.
foglie rosse fragili cadono,
grondano da cieli stanchi
lacrime d’autunno,
si aprono graffi vermigli fra le fronde,
e le brume mattutine accarezzano la mia nostalgia,
condensano i miei sogni, evaporano dall’asfalto di questa città sgraziata.
e io non riesco a liberarmi della tua presenza:
aggrovigliata nei fili dei miei vestiti,
impigliata nella ragnatela delle mie paure,
intrecciata fra i miei capelli,
incrostata sul fondo di tutte le mie tazze di caffè.
apro gli occhi e sei sdraiato sul mio letto,
un bicchiere di vino rosso fra noi,
una risata sincera
il tuo corpo nudo, caldo
capace di dare tutto un altro senso al mio.
mi giro e di colpo mi stupisco che tu sia ancora qui.
rimani fermo in quel pomeriggio di tarda estate,
con il sapore dolcissimo di un frutto appena prima che si guasti.
il sole batte forte su di noi,
la montagna ci colora di armonia.
ti guardo,
accarezzo la tua essenza sulle sponde di un lago glaciale.
le note di una canzone mi riportano ancora e ancora lì.
anche se tu non ci sei.
anche se siamo grandi ormai.
anche se è meglio così.
ma io mi ricordo quella solitudine che potevo condividere solo con te,
la cullavi fra le tue braccia.
con te fiorivano i silenzi,
boccioli teneri, fiori preziosi
i cui frutti incolti ora marciscono a terra.
cosa siamo stati?
una parentesi,
un incrocio fortuito,
il nostro nodo,
il nostro nido,
una matassa di caso e fortuna
un piccolo sbaffo di stilografica,
una sfumatura di ordinario.
e non posso dire di averti amato,
ma che importa?
a volte l’amore non basta a riempiere un bicchiere d’acqua.
e invece noi ci siamo dati tutto,
per un istante eterno
come due folli
senza futuro, senza passato, senza promesse.
i ricordi sono come piccole gocce di pioggia ormai,
mi scivolano dalle dite e si mischiano col fango nelle pozzanghere.
non so trovare altre parole per dirti che mi manchi,
quindi te lo dirò così, semplicemente:
mi manchi.
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Bella si ma troppo lunga per essere poesia

il 03/03/2019 alle 04:01