Pubblicata il 15/10/2018
Come pargolo con l'occhio alla fessura
ogni senso mio è proteso allo scoprirti
notte uggiosa e labirinto di peonie
quest'è il talamo sul quale consumarci.

nel capriccio di un allegro ma non troppo
sotto il velo d'un foulard di seta rossa
mostri e fuggi deridendo i vuoti morsi
del braccarti mio fra arborei corridoi.

che castigo udir le tue impunite risa
già che manco a capovolgerti il respiro
mai approdasse la mia carne ad abitarti
dei tuoi sensi aperti ne faremmo grido.
  • Attualmente 3.875/5 meriti.
3,9/5 meriti (8 voti)

parecchio bella,sì.

il 15/10/2018 alle 08:52

poesia elegante

il 15/10/2018 alle 09:12

Vi ringrazio.

il 15/10/2018 alle 12:14

La pelle ha il suo innegabile richiamo, le parole per “sentirlo” vanno intessute tra il semplice cucito e il raffinato ricamo. Il prodotto finito, è solitamente di notevole fattezza.

il 15/10/2018 alle 20:55