Sbarchi clandestini

Sbarchi clandestini
5,0/5 meriti (1 voti), lettura, 45 commenti
Pubblicata da PoeticHouse Lunedì, 3 di Febbraio del 2003

Grazie mesmer per la visita e il commento.
Sai, abito di fronte al mare proprio vicino a quelle coste dove da anni sbarcano clandestini.
E poi mi son domandato: ma non son forse anche io un clandestino su questa terra?
Idee, pensieri, riflessioni.
Comunque...sono qua e qualcosa la devo pur fare! Se no, non ci sarei venuto.
Non sembra pure a te di essere alla continua ricerca di capire le ragioni di una esistenza, il perchè di un destino?
Grazie
Er

il 03/02/2003 alle 07:36

Hai sapientemente miscelato le vicende dei poeveri emigranti dalla loro terra, con la vicenda personale di ogni uomo che si pone la domanda esistenziale, l'immagine chiave di questa poesia è sicuramente "clandestino
Dell’esistenza", che centra in un colpo solo tutta la sua problematica.
Complimentissimi (anche se non si può dire! :-) )
Un abbraccio
Axel

il 03/02/2003 alle 08:29

Grazie e tu hai centrato l'ispirazione e l'analisi del testo!
Noi, tra l'altro, nasciamo soli e moriamo soli e... torniamo soli.
Una grande giostra...!
Cercare di capire le ragioni della vita e di quant'altro è un tema che mi affascina.
Per fortuna è senza una risposta sicura.
Altrimenti...!
Grazie
Un abbraccio
Ernesto

il 03/02/2003 alle 08:53

Bella..Ernesto!
tema attuale..di duplice lettura..
Ottimo il finale..il tuo..il loro!

Un caro abbraccio..e buona settimana!

ac

il 03/02/2003 alle 10:33

Grazie, albachiara per la lettura, il commento e l'augurio.
Anche se, ti confesso, ho pensato a un 4 luglio di tanto tempo fa...
Un caro abbraccio anche a te e una buona settimana
Er

il 03/02/2003 alle 11:20

Diverse chiavi di lettura...affascinante viaggio agli inizi della nostra esistenza...
Molto bella sopratutto quando scrivi: m'avventuro su spagge abbandonate...
Comunque sempre un riferimento a una lacerante ferita d'amore non rimarginata (nè rimarginabile?).
L'importante è esserci caro Er; poi... si vedrà!
Molto bella.
Aldina

il 03/02/2003 alle 11:27

Diverse chiavi di lettura...affascinante viaggio agli inizi della nostra esistenza...
Molto bella sopratutto quando scrivi: m'avventuro su spagge abbandonate...
Comunque sempre un riferimento a una lacerante ferita d'amore non rimarginata (nè rimarginabile?).
L'importante è esserci caro Er; poi... si vedrà!
Molto bella.
Aldina

il 03/02/2003 alle 11:27

Assolutamente d'accordo!
Er

il 03/02/2003 alle 14:06

Concordo con te.
Son venuto qui...tanto vale che rimanga e veda quel che posso fare.
L'amore...
è e resta UNO.
Grazie
Er

il 03/02/2003 alle 14:08

Si Nemo, tutti fratelli perche' figli dello stesso padre sconosciuto...e della paura e dell'ansia di esistere...descritta con magistrale moto da te in questa splendida licica d'amore

il 03/02/2003 alle 15:37

Grazie LL; hai colto l'aspetto più intimistico del mio pensiero. Siamo tutti della stessa "carne" e, quindi, dovremmo l'un l'altro serbare un momento "caritativo". Ma in quanti lo fanno?
E, comunque, lirica d'amore pèerchè so qui anche per questo.
Grazie
Er

il 03/02/2003 alle 16:36

Intensa nell'esposizione che lascia libertà d'interpretazione. Ricerca del proprio essere, ricerca del divino, ricerca d'origine.
Liricalmente mi è piaciuta moltissimo..
Era molto che non ti leggevo così passionale.
Un sorriso Nemo!
;-)
M'

il 03/02/2003 alle 19:42

Questa è un....BRIVIDO!!!!
Bravissimoooooo, penalty (5)
Oscar Yankee

il 03/02/2003 alle 19:44

Questa è un....BRIVIDO!!!!
Bravissimoooooo, penalty (5)
Oscar Yankee

il 03/02/2003 alle 19:44

Grazie del commento e della visita!
In effetti, quando nasciamo...gli altri hanno un BRIVIDO!
Er

il 03/02/2003 alle 19:51

Grazie Marco!
Come vedi la ricerca del sé resta un problema che mi affascina. E le soluzioni sono "open" per una serieinfinita di ragioni.
L'unica certezza è che siamo tutti qui; cerchiamo di capire perchè e fino a quando.
Un abbraccio
Er

il 03/02/2003 alle 20:12

E' bellissimaaaaaaaa ....

"sono nudo di tutto, non mi riconosco ...."

mi ha commossa

un abbraccio
Cristiana

il 03/02/2003 alle 22:36

E come sempre sei molto dolce, Ale.
Si; le chiavi di lettura sono molteplici e io mi "diverto" a fornirle.
La vita è abbastanza occulta a noi stessi.
Vorrei appropriarmene.
Un bacio
Er

il 04/02/2003 alle 00:45

Si nasce nudi e si è sempre nudi con se stessi.
Il corpo come l'anima.
Poi l'anima vuiole tornare a casa, al molo da dove è partita e ha nostalgia!
La nostalgia di un posto dove il tempo e lo spazio non esistono, eppure c'è!
E non ti sembra che sia un elogio del sogno umano?
Un bacio
Ernesto

il 04/02/2003 alle 00:49

Il sito si diverte a sovvertire l'ordine dei commenti. E diviene il Caos primordiale!
Ti ho già risposto.
Qui noto: e se so da dove vengo? Che senso ha la vita? e se so dove vado? che senso ha la morte?
Buona notte.
Er

il 04/02/2003 alle 00:51

Il sito si diverte a sovvertire l'ordine dei commenti. E diviene il Caos primordiale!
Ti ho già risposto.
Qui noto: e se so da dove vengo? Che senso ha la vita? e se so dove vado? che senso ha la morte?
Buona notte.
Er

il 04/02/2003 alle 00:51

Sai che più laleggo e più mi piace?
Un abbraccio e ben tornato tra di noi!
A.

il 04/02/2003 alle 08:58

è troppo forte per essere un elogio ai sogni ... lo trovo invece una presa di coscienza della condizione umana dove il vero senso della vita è proprio prendere coscienza delle nostre nudità di fronte ad essa ... e godere di questa precarietà dell'essere fino a perdersi nel sogno di una strada migliore ....

ti abbraccio erny
Cristiana

il 04/02/2003 alle 09:57

è commovente e può essere veritiera fino a quando non ahi completamente a che fare con loro quelli degli sbarchi clandestini
siamo più clandestini noi di loro credimi un five per la tua ode al futuro che si spera sia idilliaco e che la gente veramente riesca a capire il diverso di cui facciamo parte anche noi un bacio MG:)

il 04/02/2003 alle 22:30

Cara MG; leggo ora a distanza di tre anni e passa!
Un ricordo.
In verità la poesia è improntata sulla venuta in questo mondo, nel quale mi sento clandestino.
Ciao
Er

il 15/07/2006 alle 17:14

caro maestro onestamente la tua lirica e' di ben altro spessore ,diciamo che la mia e' piu semplice
avrai capito' che io uso uno scrivere piu' leggero
perche' mi sembra che sia piu' comprensibile per
tutti e forse e' un mio limite poiche' apprezzo e te lo dico con tutta sincerita' le liriche come le tue
Maestro e' bellissima .Complimenti ,lo so che non ne hai bisogno ma li meriti. Cordialmente Andrea
Sergi

il 18/02/2007 alle 19:35

Incuriosita sono venuta a leggere, e mi son stupita di una cosa che rammento ogni giorno alle mamme che partoriscono le loro creature, che appunto sono appena sbarcati in una terra straniera!!! Molto bella e veritiera sopratutto un sorriso nadia

il 18/02/2007 alle 19:36

Grazie caro Andrea.
Ma non sono un Maestro.
Uso la tastiera come tanti e architetto meglio di altri pensieri e parole (alla Battisti, insomma).
Era l'epoca degli sbarchi e io mi sono sentito un clandestino qua.
Ma già che si sono...vivo.
Tanto...a aquella sponda dalla quale sono (siamo) partito/i si dovrà prima o poi far ritorno!
Un caro saluto e un abbraccio
Ernesto

il 18/02/2007 alle 19:42

Grazie cara Nadia!
Non c'è persona al mondo che non debba inchinarsi dinanzi a un parto!
Non è una semplice duplicazione di una vita.
Un sorriso e... benvenuta tra noi!
Er

il 18/02/2007 alle 19:44

A rileggerla non posso che condividere questa tua interpretazione.
Un caro abbraccio

il 09/05/2008 alle 19:39

le letture multilivello sono proprio una prerogativa di chi sente e visualizza ciò che scrive.
la scrittura fine all'immagine e alla meditazione.
la vita inizia o non ha un vero inizio?
ricordiamo già ciò che era o il déjà vu è solo un cortocircuito di sinapsi?
l'esser criptici non è impedire agli altri di capire
ma stimolare dagli spiragli lasciati a indagare e cercare oltre.
e tu ci riesci bene
io mi arrabatto, ma mi piace
ottima
rst

il 09/05/2008 alle 22:04

Non è un già visto alla Matrix.
Una ipotesi di ritorno, per un nuovo e programmato inizio, su una spiaggia possibile, per una vita tutta da scoprire ma non da inventare.
Mi fa piacere che ti sia di stimolo.
Io apro al dubbio.
La verità è soggettiva: in ciascuno di noi.
Grazie per la lettura e il commento

il 09/05/2008 alle 22:41

matrix lo adoro si, ma spesso la mente scompone e la ragione abituata ai vincoli si crea la necessità di ricomporre ad ogni costo.
i dubbi sono il sale della vita
altro che le certezze.
è stato un piacere scorrere molti dei tuoi titoli: strabilianti
rst

il 09/05/2008 alle 22:46

Grazie. E allora leggiti: Profumo di Tempesta, Naturali passioni,Privé, Cena per due e Giandja; oltre che Domestic Wawes
N.

il 10/05/2008 alle 06:53

Gianduja...

il 10/05/2008 alle 06:53

attuale, direi, come argomento. e come dessert...Gianduja...

il 04/06/2008 alle 22:43

da dove vengo ? chi sono ? perchè sono quì ?
questa vita deve pur aver un senso ..
mille domande si fa l'uomo nel suo passaggio terreno..
olly

il 04/06/2008 alle 23:42

Infatti, caro amico!
Dobbiamo seguire il nostro tao per conqustare la immortalità.
Un caro saluto.
Er

il 30/07/2008 alle 13:21
JB

Pensavo fosse più recente.
Molto bella e profonda e concordo con i comenti precedenti.
J.

il 31/07/2008 alle 19:25

Ti ringrazio.
Penso che le lacrime iniziale siano perchè si sia ritornati mortali e già si pensi che si creeranno affetti e si lasceranno per non ritrovarli mai più se non con altre forme, in altre forme.
Grazie.
N.

il 01/08/2008 alle 12:10
Son sbarcato qui
Su questa terra straniera
E mi sento clandestino
Dell’esistenza.
Strana sensazione!
Non riconosco lingue e costumi
Tradizioni e storia
Non so niente di loro
E loro non sanno nulla di me
Forse!
Di chi sono e sono stato!
Di quanto ho pagato
Per arrivare fin qui.
Eppure ho la vaga convinzione
D’appartenere a loro
Come loro a me.
M’avventuro su spiagge abbandonate
Casupole sparse
Giacigli d’anime perse
Sbattute
Conchiglie vuote
Di corpi fuggiti lontani;
Foto, pietre, arredi di membra;
Per terra: sangue e simulacri d’esistenza.
Ed io
Solo
Tra il mare
Quieto e buio, gelido come la morte,
Dal quale provengo,
Dove ho lasciato, al di là,
Sogni e certezze;
Di fronte: una terra straniera
Che m’impaurisce e mi ghiaccia.
Sensazione di freddo già provata
Rigidità conosciuta.
Grande paura del non noto.
Timore di non aver memoria.
Più di nulla di me.
M’avventuro oltre
Tentando di scoprire il luogo dello sbarco.
Ricordo solo
Vagamente
Il molo di partenza.
Mi guardo:
Sono nudo di tutto
Non mi riconosco.
Lampi di missione da svolgere:
Devo solo trovarti
Per soffrire ancora.
Schiaffi, urla, pianti…
Un vagito.
Il mio.
Eccomi di nuovo qua!
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