Pubblicata il 11/10/2018
Mi ricordo di te,
quando la gioia si vena di malinconia,
quando la fresca brezza del mare di inverno
porta la eco di voci indecifrabili,
fra la dolce risacca delle acque,
in una giornata così tiepida e radiosa
da intuire il respiro di Dio
in ogni cosa,
ad ogni passo
fra la scogliera prospicente sul mare,
gli occhi abbagliati da tanta bellezza.

mi ricordo di te,
quando dalla nebbia del passato
emerge il volto sbiadito
di chi pure mi fu caro o familiare,
ed ora è morto per sempre
nel mio cuore,
perchè non potrò mai
relegarti alla periferia della mia memoria,
da cui attingere occasionalmente,
pena la necrosi della mia anima,
e la metamorfosi in una creatura
mossa unicamente
dall' istinto di conservazione
e dalla vigliaccheria.

mi ricordo di te,
quando ti immagino perduta per sempre,
morta come un sasso,
la nostra vita pura casualità
priva di senso,
nella terrificante immensità dell' universo,
e il solo balsamo al ghiaccio
che gela il sangue nelle vene,
è la flebile speranza
che il trapasso terreno
non sia la parola definitiva
sul miracolo della vita,
insopprimibile fino a quando
il sole ferirà i miei occhi,
e inconfutabile
nel nulla,
nel buio,
che un giorno calerà su di me,
se questo è il nostro destino.
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ho dato un voto alla bellezza dei tuoi versi...ma non al tuo duro cuore. immagino quando la incontrerai...penserai tutto il contrario di quello che hai scritto...credo?piaciuta

il 11/10/2018 alle 23:13