Pubblicata il 11/10/2018
No Signor Giudice, io non c'entro.
sì, conoscevo la vittima ma soltanto di vista. L'ho vista infatti mesi addietro passeggiar per la via, ma più di questo non so. Mi spiace.
no Sua Santità, gliel'ho detto.
sì, c'ho parlato, ma solo per un momento e, per farla breve, in breve l'ho salutata.
no Egregio, io non ho fatto niente di male. Glielo giuro.
sì, è vero, l'ho pensato, ho pensato male in più di un'occasione, ma involontariamente. Per qualche istante.
poi, improvvisamente, ha girato l'angolo e da quel giorno non l'ho più né vista, né sentita.
no Eccellenza, lo ribadisco. Né vista, né sentita. Potessi diventare cieco e sordo.
poi mi è ritornata alla mente leggendo quanto era successo sul giornale locale.
sì, lo ricordo bene. Lessi della sua dipartita. Di quel misero giorno sfortunato.
forse l'articolo così ben scritto, da non ricordo chi, prospettava moventi assorti a icone tematiche,
pseudo inni politicizzanti e libertari. Confuse congetture e diatribe opposte ad altre illazioni e dispute.
frasi costruite ad arte per diffondere dubbi e dubbie sentenze. Insomma...
...falsità, riferite alla mia persona ed al mio modo di fare.
no Sua Signoria, non è vero niente.
sì, sono innocente. E probabilmente pecco di immodestia nel dire che io sono al di sopra di ogni sospetto.
come Lei ben sa, la bugia alberga nella mente e tesse trame nere e indici accusatori. Zizzania.
e' nella natura umana. Lo è sempre stato.
ripeto Signor mio, non sono stato io.
no. Non ho ucciso la mia coscienza.
e sì...ho finito. Grazie.
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