Pubblicata il 09/10/2018
A volte nell’animo
mi sento come un bambino
che ha smarrito la strada
del proprio cammino
e che nell’affetto altrui
riscontra
una magra consolazione.
altre volte invece
mi sento un deprecabile attore
che supplica applausi
a dei poveri ottusi.
lo sbaglio risiede
nella mia imperfezione
nelle assurde manie
a cui sono soggetto
da quando sono nato
e che purtroppo
non mi lasciano scampo
anche se in fin dei conti
non sono un povero santo.
cerco sempre di essere
all’altezza della situazione
praticamente in ogni occasione
peccato però
che nei momenti
di maggior confusione
sorprenda me stesso
e la mia solitudine
finendo col chiedere
al mio stanco riflesso
fino a quando
mi prenderò in giro
come un povero fesso.
eppure io
c’è la metto tutta
cercando comunque
una via d’uscita
malgrado quest’ultima
sia perennemente occlusa
dalle assi del tempo
che rappresentano ormai
un sottile tormento.
forse
dovrei seguire il destino
anche se
mi sveglio al mattino
convinto di essere qualcuno
e poi non scorgo nessuno
so di poter contare
su tutta quella brava gente
che mi ha liberato la mente
permettendomi di andare avanti
come un uomo per bene.
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La chiusa e' tutto

il 09/10/2018 alle 12:15

piacevolissima lettura

il 09/10/2018 alle 20:50

molto bella e tenera.E' umano cercare riscontri nell'altro,viviamo un mondo frenetico che chiede sempre di più e a volte stanca.Ma,a prescindere da questo,ognuno di noi è "qualcuno" d'importante,per il solo fatto di rialzarsi e lottare ogni santo giorno,consapevoli di quanto non sia semplice.

il 10/10/2018 alle 09:05