Pubblicata il 16/07/2018
Chi ti parla sono io.

il tuo io che ti avverte di ciò che hai oltrepassato, quella soglia invisibile che ti ha condotto in una nuova dimensione.

nulla sarà più come prima ora che sarai perennemente assediato da meschini compagni.

il concerto ha avuto inizio e non potrai fermarlo, la sua intensità ottunde la tua ragione.

conosci i tasti del pianoforte, quelle note le sentirai nel cuore, divertiti in modo sfrenato e patologico.

io sarò fedele complice perfino nei tuoi incubi.

ti prometto pensieri fissi che si agiteranno dentro di te come le acque del fiume che giungono alla cascata.

non avere timore quando inizierai a porti domande senza risposte e a darti risposte senza domande.

e’ una semplice e stravagante alterazione quella che sta avvenendo dentro di te.

ti mancherà il sonno e i tuoi sogni da sveglio ti sembreranno piovre gigantesche.

ecco, questo è il tuo adagio sostenuto, si chiama follia.

ascoltalo tutti i giorni e ti allontanerai sempre più da te stesso.

diventerai il pianeta dal quale fuggirai, alla ricerca disperata di altri mondi.

i numeri saranno in guerra tra di loro e affannosamente cercheranno di respingersi.

io mi opporrò a questo infausto destino.

ora faccio appello alla mia forza con tutto me stesso e presto rivedrò la luce.

“Confutatis maledictis, flammis acribus addictis, voca me cum benedictis. Oro supplex et acclinis, cor contritum quasi cinis, gere curam mei finis”.

“Messi a tacere i maledetti, gettati nelle vive fiamme, chiama me tra i
benedetti. Prego supplice e prostrato, il cuore contrito come cenere, abbi cura della mia sorte”.
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