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Utente eliminato
Pubblicata il 13/07/2018
Ardere di ali iridescenti
di voli intarsiati
nel carcere dolce di pensieri vergini gravide
figlie e madri non mi fuoro,
ma per mano mi presero
a un sussurro dalla mia nuvola regina;
e ora eccomi,
aereo tremolante d’inespresso
ondeggiare sinfonico di sobbalzi cardiaci
che incontrastati la terra immortalano
con occhi lucidati dallo stupore.
assaggio il cielo
torta di prelibato, indomabile infinito,
le nuvole come carezzevole panna
accartocciandosi vanno
sulla mia anima profumata di gabbiano
a se stessa sempre meno ascosa
eppur felicemente
fors’incoscientemente arcana:
attendimi, oro del grembo del sole,
l’ascensore di vento
del mio amarti
da scomposti afflati di poesia levigato,
sta per infilarti tra dita di raggi complici
il sorriso atavico
d’una preghiera che fu seme
e in te si rivelerà fiore.
omaggio su te cesello,
parapendio
tenue ago che sull’urano cuce
un vestito di cui far dono a Dio.
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