Pubblicata il 10/07/2018
In questa gabbia
di mente e di fuoco
mi appendo alle foglie
dei salici
che piangono dentro me.

nel vedere
i miei pochi muscoli
tesi in uno sforzo,
cerco
il dolore che rende dimentichi.

scarnifico
e sacrifico
ogni desiderio
sull'altare di me stesso,
unica certezza
di un respiro affannoso.

tramuto rumori
in melodie incessanti
e non attendo
frecce a colpire il mio cuore.

le navi
che attraccano
in un porto che non
è il mio,
posso osservarle
ma il mio sguardo
troppo lontano vive,
l'occhio onirico
vede altrove.

il cuore
arriva laddove
tutto tace
e fa gran rumore.

una cassaforte
lo conterrà,
laggiù lo chiudo
e lo faccio suonare
e di cera rimpirò le mie
orecchie.

arriverà il giorno
in cui sulle vele
soffierà il vento
che porta verso il nord,
come arriva sempre
una fine del mese.

ad oggi
mi vien voglia
solo di vivere
e affogare
in questo mare
la mia disperazione.

lo urlo
lo urlo
lo urlo
e lo grido,
qua
in questa stanza
in questi fogli
in questi eterei fogli...
voglio vivere
e vivo,
anche se
lo splendido
tarlo che si è impossessato
di me
sarà a cantare con il mio cuore
sarà
la fantastica
verità
di un dolore.
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