Pubblicata il 23/06/2018
-Cerate fiaccole livide di dimenticanza
sul finir paiono limpide a guida d’erranza
e s’ergono fin all’imbrunire viatico d’indizio
all’io esausto di siffatte intemperanze che lungi
deliquio a vagabondare con animosi sbalzi
rende al cor consapevole l’ignoto ch’oblia
strane tenerezze mendiche di materna beffa
alleggerite vicinanze d’amore che or rinnega.
-Resto e non per questo sono, giù in quel disperso
oceano d’inanellanti guadi a scoperchiare demoni
a difendermi come fossero tempestosi sbarchi
nel sentir delizia allo scaraventare a terra
l’altrui insabbiamento costretto al cieco soglio
sol per affamare l’inerzia nostrana allo spoglio
del pensier profano dai margini fatali
d’errabondo inferno, confortevole ostello.
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brava! :-)

il 29/06/2018 alle 08:51

Gentile!

il 04/07/2018 alle 00:01