Pubblicata il 09/06/2018
fesga, la donna chiaccherona

(la fiaba ucraina poetizzata)

era, come sempre, una volta,
un uomo che si chiamava Pietro,
nella loro casetta, avevano solo un vetro,
pero’ Pietro lavorava sodo,
e la sua moglie Fesga viveva secondo la moda:
bella era e lavorativa, tutta svelta, molto viva,
solo che aveva un difetto-
chiaccherava molto, poi, si batteva in petto,
che no, non diceva i segreti della famiglia a nessuno,
e i suoi testimoni erano il sole e la luna.
pietro ha provato tutti i modi per farla tacere,
ma i modi del villaggio non erano efficaci, davvero.
una volta, Pietro e’ andato ad arare, ed ha scavato dei denari,
lui sapeva, che la moglie era chiccherona, e il gestore della fattoria era avaro,
e, tutto quello, era nel tempo del servaggio:
se troveresti qualcosa, dovevi dare al gestore malvagio.
“il gestore sapra’, di certo, senza dubbio, perche’ mia moglie e’ una ciarliera,
lei diffondera’ il rumore, e lo sapra’ il villaggio intero,-
cosa fare, che quello non avrebbe capitato davvero?
che non perderessi il denaro? Sappiamo, che il signore sia avaro”.
ha preso i denari, li ha nascosti in un sconosciuto posto,
e, la moglie, non dice niente,-
agisce saggiamente e lentamente.
il secondo giorno, e’ andato al mercato,
molte cose ha comprato:
un sacco di panini di ciambelle,
molto deliziose e belle,
e- una leppre uccisa, e, ritornando a casa,
ha girato al fiume avendo preso i pesci dai reti da pesca,-
sappiamo, che dalla rete, da solo, un pesce non esca,-
ha posto la leppre nella rete,
e, i pesci ha cosparso, nella foresta, sotto l’arbusto,-
era molto astuto e assai giusto,-
e, le ciambelle, le ha agganciate al albero di pere,
che era al bordo della foresta…
poi, vi raccontero’ il resto.
dunque, torna a casa, ha mangiato il pranzo con la sua donna,
e, svegliato, non avendo sonno,
dice la sua moglie: “andiamo alla foresta per cercare, se i pesci siano arrivati,
se- si’, li raccoglieremo!” E dice Fesga: “ma, tu, non sei matto?
come puo’ accadere, che siano, nel bosco, dei pesci? “
– “puo’ accadere, naturalmente:
oggi la foresta si e’ avvicinata al fiume, mia cara, senti!
raccoglieremo dei pesci. Andiamoci, per favore, mio amore!”
fesga non credeva, pero’ e’ andata, per verificare il fatto.
e’ arrivata nella foresta, e, la’, e’ cosi’:
sia sotto uno, sia sotto l’altro cespuglio, ci sono i pesci, i pesci- si’!
pietro, poi, dice: “non ti ho detto, Fesga? Non mi hai creduto”.
“che miracolo!- dice Fesga, - “e, sono nata e sono stata battezzata,
ma mai ho visto un miracolo, come questo!”-
“vedi, Fesga: sono onesto”.
“andiamo al fiume per verificare, se non si sia capitata una leppre nella rete.”
“scio’! scio’! mio marito! Ma, sei impazzito?
dove hai sentito, che lepri si sarebbero capitate in una rete da pesca?
se hai uno spirito maligno, che esca!”
“nessuno ha sentito di quello! Dunque, i pesci, nella foresta, non li hai visti,
pero’ sono arrivati! Andiamoci a vedere! Non ti rattristi!”
e, sono andati. Son’ venuti al bordo della foresta, e, la’, c’e’ un albero di pere,
e, sull’albero, ci sono tantissime ciambelline in abbondanza- molte-, e’ vero!
cosi’ numerose, che si chinano i rami. E, ora, grida Fesga: “uomo mio! Uomo mio!
vedi? Le ciambelle sull’albero di pere! Ma, come mai, possono crescere le ciambelle
sull’albero di pere? “
“certo, non crescono, - dice lui, - pero’, forse, ci fosse una nuvola ciambellese,
che si e’ agganciata alla foresta, e, ci sono rimaste le ciambelle, molte e belle”.
“scolliamole di dosso, dai, marito mio! Che le nostre sian’!”
le hanno scolliate, e si sono recati al fiume.
il marito ha tirato fuori una rete- non c’e’ niente,
e, poi, ha estratto la seconda, e, dentro, c’era una leppre, pronta per cucinare.
“O, mamma mia! - ha gridato Fesga. – una leppre nella rete! E, sono nata e sono stata battezzata,
non ho visto mai una cosa di questo genere!
o, dea Venere!”
“e, bene, cosa, se non l’hai mai visto? Se non l’hai visto, lo vedrai!
andiamo a casa, perche’ e’ gia’ tardi. Hanno raccolto il tutto e sono andati.
sono venuti a casa, e la moglie continua: “ che bel giorno era, mio marito! – infatti!
sono nata e sono stata battezzata, ma non ho mai visto una cosa come quella:
i pesci – nella foresta, una leppre- nella rete nel fiume, e le ciambelle- sull’albero di pere!
e tutto- cosi’ vero!”
“Questo e’ niente! Un vero miracolo e’ che io ho trovato oggi dei dineri.”
“Oime’! “ – “Li ho trovato, guiro! Non mi piace menzognare.”
“E, dove ci sono quei denari? Mi potresti mostrarli?”
“Eccoli! “ – e li tira fuori.
“adesso, saremo ricchi, mio amore!”
“saremo, ma non troppo, perche’, se il gestore lo avrebbe saputo,
ci avrebbe tolti tutti.”
“Ma dai!- dice la moglie. – E, come potra’ saperlo, quell’uno?
che mi capitasse il peggiore, non l’ avrei detto mai a nessuno!”
“Guarda, mia moglie! non dire a nessuno, mia cara,
se lo dirai, il male non si fara’ aspettare!
e, non dire a nessuno, che cosa abbiamo trovato nella foresta e nelle reti,
perche’ se sapranno, che tipo del giorno era, indovineranno, che ho trovato
delle monete,
perche’ in giorni, come quello, trovano dei tesori”, - diceva Pietro, scherzando,
e Fesga: “bene, non lo diro’ a nessuno nel mondo intero”, tutta dedicata, pensando.
c’era verso la sera, si sentiva un rumore della gente: “caro mio, che e’ quello?
andro' a vedere!” – “non andare e non ascoltare il male, mia bella!”
e, Fesga: “dai, Pietruccio, mio caro, dimmi, per favore!”
“ il nostro gestore ha rubato delle salsicce dal nostro signore,
ed, ora, lo guidano nel villaggio, e lo battono con le salsicce, che non rubi mai!”
il marito inventa per scherzo, e Fesga l’ha creduto e brama a dirlo a qualcuno:
“oh, che quai! Andro’ a dirlo alla madrina Melanca!” e’ venuta, ha detto “buon di’!”, ed si e’ seduta.
sta sedendo e vuole condividere la notizia, ma ha paura. Per qualche minuto, era muta.
e, poi, dice: “che poverta’ nel mondo povero. Volevo comprarmi stivali per la festa,
ma non ci sono dei denari per la gente onesta".
e la madrina l’appoggia: “la verita’ e’ tutta tua! Dico lo stesso!"
ma Fesga l’interrompe e ritorna al parlare:
“ma Dio, forse, faccia, e non saremo poveri piu’… alla gente buona, Dio deve dare…”
- “come sara’ possible? – domanda la madrina Melanca, e fa l’orecchio pronto ad ascoltare.
- Oh, madrinella, non lo so, come dire…
- Dicalo, dicalo, - lo vuole sentire.
- Non lo so neanche, come dire, per l’affare e’ cosi’, che il marito ha ordinato dire a nessuno!
- Ma, madrinella, io non sono una donna, che ama petegolezzi! Non diro’ a nessuno sotto il sole e sotto la luna!"
e, sussurando, Fesga ha raccontato la storia dei denari.
solo Fesga si e’ andata, la madrina Melanca ha preso il suo giubotto, ed e’ andata dalla madrina Priscilla, sempre buona, mai amara.
e, ad un tratto, si e’ fatta una festa: la madrina Priscilla e’ andata dalla madrina Marina, da tutti amata,
e’ da lei, c’e’ gia’ la madrina Javdoca, - e la chiacchera si e’ gia’ fatta.
le madrine hanno festeggiato e hanno parlato dei denari di Pietro, l’aratore.
e, quel giorno, Pietro ha litigato Fesga per qualcosa, l’ha sgridato.
e, quella, la moglie bella, dice: “spetta, maledetto, se hai fatto cosi’, mio amore!”
ed, e’ corsa, e annuncia in tutto il vilaggio, che il suo marito l’ha sgridato,
che la voleva battere, che lui ha trovato
molti denari, i quali ha nascosto da tutta la gente,
e non si pente.
sono passati due-tre giorni. Ordinano, che Pietro venga all’ufficio, dal gestore.
e, il gestore, senza reserve, come con una lenzuola bagnata:
-Dimmi, hai trovato i soldi? hai fatto?
- no ! – dice Pietro, - non li ho trovati.
- come, no? la tua moglie dice di si’! – "non importa, cosa dice mia moglie: e’ fuori ragione! Non e’ sana!
dice delle sciocchezze, signore, pane!*
- Chiamate la sua moglie! – hanno introdotto Fesga, e domanda il gestore:
- Ha trovato tuo marito dei soldi?
- Si’, ha rovato e- molti!
- Non crederla! Puo’ inventare delle cose! Domandatela, quando e’ successo?
- Eh, quando!? Quando la foresta si e’ avvicinata al fiume, siamo andati per raccogliere i pesci nel bosco,- dice Fesga, - ti ricordi, adesso?
- Abbiamo raccolto i pesci sotto l’arbustro.
- E, che dirai di piu’? E’ quello giusto?
- Ah, che di piu’? non ti dimenticherai ora!
- Quando si e’ avvicinata la nuvola ciambellese, abbiamo scuoto delle ciambelle, mio amore!
e, abbiamo trovato una leppre nella rete da pesca, - accertava Fesga.
- In quel giorno, Vi hanno guidato in villaggio, signor misericordioso…
- E, perche’ mi hanno guidato per il vilaggio? – domandava il gestore.
- mi scusi, signore, se mi domanda, diro’ tutta la storia:
vi hanno battuto con le salsicce, che avete rubato dal signore, il proprietario di servi della fattoria…
e ha gridato il gestore: - "tu, maledetta! Come osi dirmi questo?
flagellatela, che non menzogni! Sono onesto!"
pietro ha appoggiato la moglie con compassione:
- per favore, vedete, che ha mal ragione!
pensava il gestore: - e’ davvero sciocca, e l’ha lasciato andare via.
i loro due andando, Pietro sorride nel baffetto:
ha chinato la sua testa, la sua prediletta.
a casa, Fesga dice: - mi hai fallito, mio marito!
- "Non io, ma tu te stessa! Stiamoci buoni, tu non chiaccheri, e avremo una bella vita".
si sono riconciliati, vivono umilmente, spendono i soldi ragginevolmente.
e, Fesga, visto, che il parlare porta dei problemi,
non parla piu’, perche’ temi.

riproduzione e poetizzazione dall’ucraino di Ivan (Ivanovych) Petryshyn

https://kazky.org.ua/zbirky/lypova/jazykata-chvesjka
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