Pubblicata il 16/05/2018
Una manciata di terra cruda,
mi riempie gli occhi, le orecchie.
quel metallo freddo dove sbattono tutte le mie farfalle,
e fanno un rumore,
che nasce piano e poi rimbomba,
mi scardina e mi acceca
mi getta lontano,
in un labirinto di spigoli e specchi
dove sono Teseo Arianna e il Minotauro.
il sole mi sbiadisce la schiena,
prendo il colore della circostanza.
ma sono viva.
datemi dell’acqua e datemi del sale.
e forse un giorno,
forse un giorno getteró la mia maschera con la cravatta e la smorfia della noia,
e vagheró per le strade con un sonno etilico,
con un sogno sgraziato, un desiderio selvaggio da accendere e lanciare come una molotov nella notte.
che bello spettacolo questa vita:
la donna camaleonte, piú riflessiva di uno specchio parla da sola ma non si risponde.
le sabbie mobili, i glitter e gli schiavi.
la droga del calore umano, la cura della solitudine.
voglio morire e rinascere me stessa.
e tu, amami cosí,
amami cosí e non chiedermi di domani.
  • Attualmente 4.33333/5 meriti.
4,3/5 meriti (3 voti)