Pubblicata il 13/05/2018
Colgo
sol l'ironia
della beffarda indifferenza,
ed in silenzio e rabbia,
mordo
l'amaro morso del rigetto:
ecco,
m'afferra il rigor desolante,
aspro, spietato:
scuote i sonni
e involge la mente
il cuore d'un viscoso ammanto;
e affonda
il virulento pungiglione
nelle carni battute dalla febbre,
mi acceca la vista
toglie l'aria:
ombra relitta e frusta,
senza guida;
inganno e gelosia,
ciechi strumenti,
dominano l'affetto,
forse,
basta questo piccolo miscuglio
che propina a noi natura
a prodigar progetti..amori..
onde vanifican
le forze di fede e virtù:
scarsi espedienti
contro
all'irrepugnabile condanna:
sì, questa è la certezza
che confonde.

tu verrai dal deserto
che creo'
la sordida amicizia
d'un compagno
arrogante e violento
che il candore
dell'innocenza ti frodo'
con arte maligna e subdola;
verrai.
lo sento,
a recidere i fiori
da me sorti
e nutriti
con grande amore e pena;
dimentica,
e pur lieta,
fermerai col mio
devoto omaggio
..una corona..
splendida dell'angoscia
e del perdono,
o mia Divina, e nel tuo seno
avrà linfa
d'un sentimento senza fine..
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