Pubblicata il 18/04/2018
Ho seminato chiodi,
anziché fiori...
anche se il tempo
non lo permetteva.
all'ombra delle fiamme...
anche se oltre il muro,
la pioggia batteva.

ho seminato parole e chiodi,
come fossero grano...
senza chiedere al sole il permesso.
all'ombra di un salice piangente...
anche se sul muro,
non ho mai scritto: t'amo.
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Una ammissione, questa tua Pavoncella, che sa di rivendicazione, un "Je ne regrette rien" che però sa di solitudine, non per i chiodi, ma per quel t'amo, che essi hanno impigliato..

il 18/04/2018 alle 06:05

Tavolta l'orgiglio fa' scomparire le parole dettate dal cuore ,mo sono solo tempi momentanei ,un saluto

il 18/04/2018 alle 10:46

L'ombra del martello come metafora delle intenzioni anche se, in questo caso, esperite. Quasi un ritrarre la mano dopo aver inferto la lesione. Hai sfidato ancora il sole nel più bello dei modi: non ho necessità della tua considerazione. Però al salice piangente sono appese le cetre dolenti. Pentita del muro?

il 21/04/2018 alle 18:48