Neopanico 1980

Neopanico 1980
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Pubblicata da PoeticHouse Lunedì, 9 di Aprile del 2018

Un piacere sempre leggerti... Ciao Ric ;)

il 10/04/2018 alle 00:14

Interessante, Virgin, l'uso che fai delle prima persona plurale, nel coniugare questo panico nuovo, implica che alfine ti riconosci in un comune sentire che non è meno duro o meno diuturno, però, e c'e' sempre un però in questi casi, lasci che la comprensione sia unica e singolare, così come lo svaporare, come direbbe Faber, quando si muore, si muore soli.... leggerti è meglio anziché no.

il 10/04/2018 alle 06:05

hai condensato in poche parole diversi concetti, e mi è piaciuta

il 10/04/2018 alle 09:37

Piacere reciproco, grazie tante, ciao Sabry

il 11/04/2018 alle 12:00

Hai centrato come tuo solito Sergio, il lato più intrigante diciamo così di queste righe, e cioè la prima persona plurale, quel comune sentire non detto di noi adolescenti di allora della periferia di Roma dei primissimi anni ottanta. Si diceva che dagli anni ottanta non se ne usciva vivi, falso. Il peggio doveva venire dopo, e "il futuro, forse già visto" chissà che non si riferisca proprio agli anni 2.0. Sì, penso proprio sia così, gli anni 80 sono stati una passeggiata, si stava meglio quando si stava peggio. Ciao Sergio, un salutone a te

il 11/04/2018 alle 12:10

Il nostro comune sentire Arturo e gli album di Pino Daniele a te tanto cari, fanno parte della colonna sonora di quegli anni, al tempo bistrattati ma poi rivalutati. Un caro saluto a te, ciao Arturo

il 11/04/2018 alle 12:12
Straniati,
nell'oscuro assioma
dell'autunno interiore

Silenzi incolmabili
ci accerchiano
come luridi avvoltoi

Nausee notturne,
vertigini diurne,
eclissi diuturne

Cerchiamo
una tregua
nella stagione
delle ombre
sdoppiate

Ancora
una veglia infinita
poi l'alba ci ferisce
di una ferita
definitiva

E capisco
che stiamo
svaporando
al transito
di un futuro,
forse già visto
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