Pubblicata il 13/03/2018
hiroshima 1
Un ombrello blu
nel giorno della luna*
volò sui tetti -
il topo morse il gufo
tra le stecche contorte.

* Lunedì (del 6 Agosto 1945)

hiroshima 2
Con ali spente
volando nella calce
una gru piange -
un Dio dei cani bianchi
modellò le tortore.

hiroshima 3
Cerco smarrito
con ciechi occhi di vetro
l'alba nascosta -
come rana di pozzo
non vedrò più l'Oceano.
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Almeno questa forma di composizione nipponica si adatta all'argomento trattato come tutte le altre precedenti e seguenti. Non si forza un occidente ad un metro, per noi, d'oriente. Apprezzatissime per questa ragione. Sul fatto qui contemplato e su quello precedente per Nagasaki la Storia ha già parlato troppo a proposito e a sproposito.

il 17/03/2018 alle 12:09

Salve Mariano, sono ben consapevole che è impossibile plasmarsi ad una cultura e sensibilità così diversa dalla nostra. Le loro poesie sono come l'ortolina, un concentrato. Quando ne imitiamo le ricette a noi occidentali viene una passata di pomodoro acquosa. (parlando di metrica traslata, il giapponese in pratica non ha articoli e questo complica per noi le cose in modo esponenziale).A Dio piacendo un incontro nell'estate.

il 17/03/2018 alle 16:07