Pubblicata il 09/03/2018
Se ora riesco a trattenerti, io scaccio la paura
di ricordare l’eco del muto urlo inumano
dell’anima che cerca l’ultima via di fuga.

se adesso
ti trattengo,
posso forse
sperare
di superare
il buio
e riavere
la grazia
delle mani
ingemmate,
materne
sopra i fiori
e le cose
del mondo.
l’allegria
consueta
dei tuoi occhi
ritorna
intatta
e risplende.
la gioia
del tuo passo
apre
come una volta
l’aria azzurra
e calda
della luce
del mondo.
e ti trasmuti,
raggio
tra mille raggi.

piangere finalmente lacrime consolate.
riannodare ogni filo, ritrovare le strade.
ricacciare l’assenza nei domini del nulla.
  • Attualmente 4.2/5 meriti.
4,2/5 meriti (5 voti)

Grazie, Far. Grazie davvero.

il 09/03/2018 alle 21:32

mi ha colpito perchè quante volte anch'io nel mio passato avrei potuto scrivere questa poesia, quante volte....brava gianna

il 10/03/2018 alle 20:01

Grazie, Arturo. Un abbraccio.

il 10/03/2018 alle 20:07

Bella. Intensa. :)

il 17/03/2018 alle 05:47

Grazie di cuore, Sabyr.

il 17/03/2018 alle 14:10