Pubblicata il 03/03/2018
-Ci sono giorni in cui mi sento
come un bimbo lasciato in auto
a spiare da dietro il finestrino
la vita inseguire di corsa il lunotto
panorami sconosciuti e cieli tersi
sorpassati di fantasie ad occhi aperti
lasciando indietro il pensiero
accecato da fari selvaggi
e da sguardi rapidi, mogi.
-E allora abbasso lo sguardo all'intimo ritratto
per riporlo nello scrigno del soprabito
ma poi ritorno al viaggio mentale
a voler osservare cosa c'è di male?
-Il mondo si rincorre nell'inutilità di correre
con la curiosità di un bimbo fermo a guardare.
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Questa tua ha la costruzione ripiegata su se stessa e le parole sono meno dense delle tue precedenti. Illuminante il quesito sul voler solamente osservare. E' necessario, talvolta, indirizzare lo sguardo con la finalità dell'osservare e null'altro. Come in attesa.

il 05/03/2018 alle 18:54

Come un bimbo... con le parole pulite di un bimbo... come in attesa di tornare bambino... pannolone e pappine: la beffa del destino! Un caro saluto Mariano ringraziandoti del tempo a me dedicato! Beata generosità!

il 08/03/2018 alle 16:08