Pubblicata il 28/02/2018
Cuore farcito di plastica
dove hai lasciato il tuo dio?
dove l’hai abbandonato?
quando l’hai ucciso?

tu l’hai strappato, come si
estirpa un cristo dal proprio grembo.

ed ora che ti anestetizzi
con il coito dei tuoi pupazzi
di stagno, di cosa voi parlarmi?

tu che vendi il tuo nome
e giochi le tue membra molli
a fetidi sfizi, cacciami di netto
gli occhi, strappami
la lingua ed il mento
perché io non possa
più accorgermi di
tanta bellezza buttata
nel cesso.
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