Pubblicata il 24/02/2018
-Solinga fonte d’arsura lacera di vita
ha labbra il tempo ed io il tuo nome
nell’infinita dolcezza d’infantile memoria
rincorro amore a culla di dolore bambino
-Gela il silenzio e respira orfano il pianto
dispera sigillo muto l’inerme corpo,
bacia l’eterno in sì liquefatto biancore.
-La voce incatena candida la gentilezza,
il pianto innevato d’assenza e d’assolo
genuflesso su umane spoglia senz’ali
steso accanto al sorso di paterno abisso
orfano sinolo nella nudità della morte.
-Porta via con sé il fuoco il cuore mio
addio disperato urlo del figlio al suo dio.
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Quattro capoversi, Rosi, quattro scenari complementari ma distinti in una unicità che li accomuna e li colloca. IL tuo scrivere denso, mi pare di avertelo già detto è esigente, non permette una lettura sola e affrettata, è necessario dedicarvisi, soffermarsi su termini e forma, allorché il quadro del tuo dire si completi allo sguardo della percezione. la costante è che non è mai tempo impiegato vanamente.

il 24/02/2018 alle 06:03

Papà è spirato alle 9.30 del 20 febbraio! La perdita del proprio padre lascia inariditi e questi pochi versi è tutto quel che riesco a scrivere! Grazie della sua lettura e della riflessione condivisa!

il 24/02/2018 alle 09:48

...Cara Rosi, ottima composizione per un triste tema...ma, scusa se io ti faccio i complimenti per avermi fatto scoprire quell' accezione (che io misero tra i mortali non oso riscrivere)...; il sentiero della Conoscenza è sempre più profondo ed emozionante...è infinito...

il 24/02/2018 alle 16:13

Il dolore esige silenzio e nulla può lenirlo... non so nemmeno perché abbia reso pubblico il mio dolore forse perché anche un naufrago che sta per affogare ha bisogno di credere nella speranza prima di concedersi sereno alla disperazione. La verità è che dal dolore bisogna farsi attraversare e rinascere a nuova consapevolezza come Sergio ha ben colto ma accettando il rischio di perdersi e di non riconoscersi più...non è la mancanza a fare la differenza o meglio non solo ma l'aver capito il vero senso della vita o meglio il non senso della vita... siamo così ben poca cosa che abbiamo bisogno di tenerci per mano per credere d'essere! Un caro saluto a voi e grazie!

il 26/02/2018 alle 16:53