Pubblicata il 08/02/2018
Muovi i primi passi nel giardino
corri tranquillo, rotoli sul prato
quelle mani tese ti legano al passato
e ti proiettano sicure nel futuro.

quel faro è lì che illumina il cammino
ti guida certo e non ha pretese,
tu hai capito che è il tuo chiodo nel muro
ficcato tra i mattoni del vissuto.

ma se il destino, filo del tuo percorso
ti toglie il profilo del discorso
sin dalle prime battute della vita
é difficile pensare che sia per caso.

quell’ingiustizia ti metterà in salita
tutta la vita ti segnerà sul dorso,
muta il decorso di tutta la tua vita
ciò che avverrà, non potrà mai far pariglia,
con quel debito imposto appena nato
che non avevi fatto ma hai pagato.
hai pochi anni ma non sarai più figlio,
e il palco cambia insieme allo scenario.

e il sogno che stavi per sognare
viene interrotto prima di dell’inizio
come se il qualcuno si prendesse lo sfizio
di farti capire chi è che qui comanda.

il giorno prima guardavi la partita
sulle sue spalle e ti credevi un re,
un fischio ti sorprende (non era certo finita)
ti trovi a terra e manco sai il perché.

quel colpo duro, netto tra capo e collo
farà di te un giusto per la vita
che un torto così non vorrai mai più vedere
anche se a subirlo non fossi tu.

quando ti manca il padre da piccino,
qualcosa nella tua testolina scatta,
ti appare nuda e cruda la Verità,
il resto è il complotto della Terra Piatta,
é vino innacquato per l’umanità.

un orfano non è più un bambino,
é solo uno che ha perso la mano
che lo teneva fino a quel mattino
che segna il bivio e ti mette contromano.

non c’è una causa, un punto di partenza,
è una puntata fatta dal destino
sulla tua vita e tu sei quello che paga;
pare si chiami solo Fatalità.
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Ti capisco benissimo io avevo due anni,un saluto

il 08/02/2018 alle 11:18

credo di non poter dire che il tuo commento "mi piace", sai bene che sapere che condividi quella sorte, non é che attenua il dolore, anzi lo moltiplica. Vorrei tanto che tu e altri "non capissero."

il 09/02/2018 alle 00:48

Caro Fernando (se mi permetti) tavolta vanno condivise anche le cose che non vorremmo condividere ,essendo io andato in colleggio ho condiviso con oltre 100 bambini poi diventati grandi,tutti col mio stesso problema chi la mamma chi il papa' chi tutte e due,e ti garantisco che la serenita' era immensa,un saluto

il 12/02/2018 alle 12:12

non ho remore a crederti all'istante. ma parlavo di me che ho vissuto invece da solo, senza ancora essere riuscito a pacificarmi con quel trauma. Non ho trovato il modo di elaborare la perdita.

il 13/02/2018 alle 06:33

Effettivamente quando certe situazioni piu' grandi di noi ci assalgono e' come lottare contro mulini a vento ,specie se in solitudune,un saluto

il 14/02/2018 alle 11:18