Pubblicata il 01/02/2018
Con i Gigli in mano
la Dama si perde
nella luce divina,
mentre stringe dolcemente
i fragili fiori
avvolti come tutto il resto
dal dorato splendore.
dallo spazio infinito
fino alla sua veste,
che copre la pallida pelle,
tutto è circondato
dal fascio luminoso.
perfino le stelle cinte
a mo di corona
sul capo
ne sono avvolti,
tranne per i suoi languidi
occhi azzurri,
i capelli di fuoco
e lo stelo che sostiene
i Gigli.

ispirata al omonimo dipinto di Dante Gabriel Rossetti
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Splendida

il 01/02/2018 alle 03:01

Parole che fanno apparire una fotografia ,brava

il 01/02/2018 alle 15:27

Ho letto tutte le tue composizioni sia quelle 'ispirate' sia quelle svincolate da ogni riferimento mitologico o artistico. E' molto interessante la trasposizione da altra opera in propria opera, una sorta di rilettura emozionale di un accadimento o di un soggetto, una rielaborazione introiettata e riproposta. E' una sorta di trasposizione critica, molto interessante. Buon ultimo il languido Preraffaellita con le sue atmosfere oniriche e compiacenti di una realtà lontana e consolatoria.

il 01/02/2018 alle 22:42