Pubblicata il 22/01/2018
Io amo l’alba,
l’ho sempre amata, è vero
perché ho sempre avuto questo pensiero:
in quel momento; quando il sole nasce,
agli esseri umani se ne esce,
un’idea creativa nella testa,
che poi durante il giorno, diventerà qualcosa.

un barlume di speranza, un’idea furtiva,
una proposta eccitante, un’aspettativa.

all’alba, per ogni essere c’è un’avventura,
ognuno pensa: è la giornata mia! -
crede d’esser Ulisse, un navigatore
e salpa da Itaca pieno di energia.

ecco! In quel momento, quando di casa si esce
anche un bimbo che va all’asilo cresce!

però ci sono giorni in questa vita
che appena metti il naso fuori l’uscio
ti becchi tra capo e collo una tranvata
e la magia d’incanto ti sparisce.

a volte basta poco, quasi niente
che la speranza evapori all’istante;
la fretta mette il sale nel caffè,
le chiavi che giocano a nascondino
una gomma sgonfia,
una macchina non parte,
una bolletta gonfia fatta ad arte
un diverbio con il tuo vicino
una fila che ti ruberà tre ore,
un esame sbagliato da rifare.

a volte è vero, non lo so capire,
dove finisce tutta quell’energia,
che all’alba sembra riempir la gente
e che viene sprecata inutilmente.

basta un nonniente e solo in un istante,
svanisce quella bella sintonia.

e la giornata prende una brutta piega
il posto di lavoro è una prigione,
la gente si trascina e tu li vedi,
gli manca la fiducia nel domani
pare non abbia più le mani e i piedi.

c’è chi si lascia andare e non gareggia
c’è chi pareggia senza giocar partita,
chi cerca un’ombra per non stare al sole
quello che scrive, non trova le parole.
il musicista non trova lo spartito,
e su quel piano non trova più le note.

sarebbe bello se quando uno si alza,
pensi a se stesso come ad una palla
e al primo no che sentirà in giornata
facesse un salto proprio come quella
che più cade veloce e più rimbalza
e se cade nell’acqua resta a galla.

riprendere a suonar con più vigore
fa ripartire quell’avventura iniziale,
rimette in circolo quella magia fatale
che serve per suonar la sinfonia
di una storia piena di energia vitale.
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Reputo la resilienza la maggior capacità riorganizzativa dell'individuo. Le piante ce lo insegnano. Superiore alla resistenza, molto più su dell'abbandono. Il reinventarsi crea energia. Molto bella la sequenza narrativa di un'ordinaria giornata di contrattempi.

il 22/01/2018 alle 20:02