Pubblicata il 14/01/2018
Dopo varie vicissitudini con un vetusto veicolo della Volvo che mi fece venire il voltastomaco, mi avviai verso la Versilia per un periodo di vacanze in groppa ad un velocipede a cambio variabile, color verza cotta, con valigette laterali e una vistosa sella in velluto verde ramarro!
alla sera, verso il vespro, incontrai a Viareggio un vecchio amico viticoltore appena rientrato dalle isole Vergini che era diventato vegano e mi offrì una cena a base di virgulti di verbena al vinsanto,
vol-au - vent alle vinacce di vermentino, valeriana vanigliata ai vapori di violetta e un vassoio di Wasabi alla vesuviana.
vorace come un velociraptor, mi rimpinzai il ventre , ma tutti questi vegetali mi gonfiarono una vena varicosa e mi procurarono una specie di varicella verrucosa e una vistosa voglia di verza sul viso con conseguente ricovero presso la clinica Villaserena per venti giorni.
vivaddio, ne uscii vivo e così ristabilito, abbandonai l'alimentazione vegana e volsi le mie voglie verso altri versanti.
quindi, per distrarmi, andai a Venezia a Palazzo Vendramin per il vernissage di una mostra di Velasquez dove incontrai la mia vecchia amica Vanda che veniva dalla Vandea con un van color vaniglia ed era diventata presidentessa della libera associazione Vetrinisti Veterani Vanagloriosi e Voltagabbani con la quale ebbi un vivace vis-a-vis ravvicinato che mi risveglio' voluttuose voglie molto hot !
....oh, Very Well. ...viva la vita!
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Sì viva la vita ma i vegani no, pietà! E anche la Vanda va presa a piccoli morsi! Ho saputo.

il 16/01/2018 alle 19:12