Pubblicata il 09/01/2018
La luna pallida consuma malinconicamente anche questa ultima mia sigaretta
la città mi stringe alla gola…i fantasmi del passato bussano alla mia porta…
all' improvviso nella notte come l'assassino dal luogo del delitto
scappo dai miei perché …
la nostalgia di un giorno lieto ti incendia l'anima di zucchero filato…
e allora cerchi la verità…la pace a tutti i costi…
come un bambino che cerca il grembo materno ti rifugi in quella montagna
nella solitudine di una baita…dove magari un vecchio nostalgico si scaldava
un piatto di minestra conversando con quel bastardino amico di una vita…
oppure dove due giovani amanti sorridendo a Venere varcavano per la prima volta
il cancello di quel giardino proibito…
qui in questo luogo baciato dalla sacralità del pensiero che viene dal cuore
il tempo non è tempo…ma fedele vassallo di una natura
madre benevola…
il silenzio schiaffeggia la frenesia,le urla di un mondo allo sbando si frantumano
nella tua ritrovata essenza…
e poi,come in una favola che mai pensavi di poter vivere ,ti appare lei
la signora DELla montagna
la vedi bella in un manto di stelle avvolta dal candore di quella nebbiolina sottile
vicino a quel ruscello che intona un canto d'amore…
ed io dolcemente le sussurro:"vorrei dimenticare tutto ciò che si dice umano…
vorrei che la mia vita si tingesse di giallo…trovare quel salice piangente
dove i due innamorati si sono detti addio…
vorrei nascondermi al mondo e piangere di nostalgia….
signora della montagna vorrei trovare la chiave del tuo sguardo
e vagare nella sera del tuo animo…"
tu sei felice,è per te come riassaporare la ninna nanna di tua madre…
chiudi gli occhi,l'aria odora di pesco…E poi senza un perché ti accorgi
che la signora della montagna è svanita nel nulla…
e allora senza paura accarezzi la tua fragilità…
lacrime di gioia regali a quella montagna
pensavi di essere morto,ma ti riscopri vivo…
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