Pubblicata il 06/01/2018
raggomitolarsi
in quella scatola
senza istruzioni
per fuggire vigliaccamente
dallo spettro annoiato
di una notte senza luce
dove
il timido pianto
di una luna bugiarda
accompagna
con mestezza
l'ultima danza
di quel cigno immaginario

l'aria
in quella gabbia
di cartone
si fa
via via più soffocante
e mille zampillli beffardi
di destino infetto
rapiscono
respiro anelante
di interminabili giorni
vestiti a lutto

....

mentre quel che resta di me
si abbandona
con dolcezza incredula
in una gentile tirannia
di sensazioni claustrofobiche
alla ricerca di quello spasmo
primordiale

esplosioni
di strani pensieri
come melodica armata
di uccelli in fuga
assillano
senza pietà
questa mia testa vagabonda
che si disintegra
a più riprese
in allucinazione
di clessidra impazzita
dove il boia prescelto
con la bava alla bocca
e le mani esultanti
sgozza
quell'ultima vittima sacrificale...
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