Pubblicata il 05/01/2018
Oggi i cirri si inseguono in sanscrito
paiono usciti dalla scrittura di un tibetano mancino
la cui mano del cuore rivela le sorprese della pianura

quando il vento fa le bizze nella sterpaglia invernale e
i pioppi sono intenti fianco a fianco a raccontarsi i segreti
il Rosa appare all'orizzonte come un ottomila himalayano.

non amerei una pianura senza questo sfondo di cartongesso
che fa spaziare la vista da ovest ad est dal Monviso all’Ortles
nel terso azzurro sopra il verdastro e il glauco della zona prealpina

sarebbe amorfa la mia vita senza barriere da oltrepassare,
senza vette a cui ascendere diverrebbe inutile,
un Mandala che ha in sé solo la caducità delle cose

e non anche il loro perpetuo rinnovarsi,
creativo
-)Incomprensibile(-
  • Attualmente 4.6/5 meriti.
4,6/5 meriti (5 voti)

un terzo occhio aperto ed un plesso solare aperto ai viaggi del doppio,

il 06/01/2018 alle 15:33

Ho ritrovato qualcosa di yogico e meditativo...molto interessante... :)

il 06/01/2018 alle 18:51