Pubblicata il 31/12/2017
Questo comprensibile e diffuso
anelito di trascendenza
sino a conferma che luce
avesse avuto un valore
pressoché infinito
in una colata intermittente
di particelle esotiche.

Nel ciclo perenne
di nascite e consunzioni
tu che nello sciame d’Ere fosti
anche un beau cheval recalcitrante
od uno dei tanti cuccioli di rondine
sulle rotte d’oriente, concedi,
in una prossima rigenerazione,
che non solo i postulanti
ma anche le più umili creature,
ancorchè inarticolate,
possano intuire la “straziante,
meravigliosa bellezza del creato”,
affrancati, almeno per una singolarità,
dalla invisa licenza de’ Superiori
e che anche Totò e Ninetto
possano declinare nella quiete
dei fiori di discarica.

"Ma se non solessero declinare,
tutti cadrebbero verso il basso,
come gocce di pioggia
nel vuoto profondo",
incuranti di lazzi e pernacchie
del Veglione di turno.
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piaciuta ed apprezzata

il 02/01/2018 alle 00:21

grazie jacob

il 02/01/2018 alle 13:25