Pubblicata il 30/12/2017
fugge la luce nel pomeriggio dicembrino
il buio prepotente copre i nostri momenti e i pensieri
il silenzioso tempo è dentro noi

come figlio di nessuno, gelo e ghiaccio nell'aria
istanti che abbracciano e scuotono,
il crepitare della legna e il suo luccicare

dona pace e serenità, ognuno di noi appartiene a se stesso
e le nostre decisioni ci riguardano
come l'aria che respiriamo e il suolo dove camminiamo,

il regalo uscito dal cuore di Dio
noi decidiamo del nostro destino,
e viviamo secondo come ci aggrada

è la nostra coscienza che deve limitare
vizi e quanto altro di peggio, lo strafare
appartiene a coloro che, non credono all'eternità

la consapevolezza è di coloro che hanno fede.
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Come vedi ho letto alcune delle tue ultime e l'impressione, logicamente parlo per me, è quella di un descrittivismo non sufficientemente sviluppato. Non è facile dire certe cose, alle volte sono proprio impressioni, ma la composizione non necessita di parafrasi per la sua comprensione. E' una enunciazione. Dal mio punto di vista, senza entrare in inutili oscurità, i temi andrebbero filtrati da un linguaggio maggiormente traslato senza rinunciare, per questo, al senso della cosa esposta. Parere mio, non me ne avere. Attendo una tua controdeduzione anche in messaggio privato: mi piace discutere di poetica.

il 05/01/2018 alle 23:41

accetto ogni critica....non preoccuparti

il 05/01/2018 alle 23:48