Pubblicata il 29/12/2017
Smarrito il nord
e le sua declinazioni
annaspammo controcorrente
nelle bafogne di vento
tra duglie abbisciate
ed àncore afforcate
ed a poco servì
nello scuffìo di tele
poggiare d'orza
aggottandone i sali.
negli scalmi dei quinti
arrembammo arresi
tra scricchi di comènti
e strida di gabbiano
rompendo infine i cardini
sulla soglia dell'Amenti.

Non ci fu approdo
per chi arenò la barca
sulla costa occidentale,
d'improvviso
si schiuse quella porta
che conduce
sotto le basse volte
di cieli notturni.
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"le sue declinazioni": solito refuso, frutto di una distrazione oramai cronica. Poi ci si mettono anche gli occhi...

il 29/12/2017 alle 19:47

Che bello, Ancient, imbattermi stamane i questa profusione di termini marinareschi, ostici, ma pregni di salso e di derive...amo l'uso della parola quando è ricercata ed adoprata correttamente e correntemente a dire cose che che altre non potrebbero con la stessa forza espressiva !

il 30/12/2017 alle 06:23

Felice ti sia piaciuta. E' una continua ricerca di formule che si adattino al tema contingente. Spero che il tutto si sia risolto in quella che sempre ricerco e spesso non raggiungo: la compostezza formale. Un saluto.

il 30/12/2017 alle 10:17

Nostro Eternauta, se per compostezza formale intendi quella maggiormente aderente al tema, appunto, contingente reputo che tu l'abbia raggiunta da lunga fiata. Nello specifico il crescendo narrativo o il suo svolgersi affannoso coniuga perfettamente forma e sostanza. E il passaggio finale, come passaggio verso i Campi Elisi, per me, è sostanza piena che non necessita di altra forma che quella espressa. Non so chi lo ha detto, forse Leonardo, con beneficio di inventario, ma qualcuno ha sostenuto che una volta conclusa un'opera che ci risulta ben riuscita la ricerca di renderla migliore rischia di rovinare anche il ben fatto. Chapeau

il 30/12/2017 alle 16:01

Chapeau anche alla tua memoria: "I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio" Leonardo da Vinci.

il 30/12/2017 alle 17:15

rimango colpito dal linguaggio, termini marinareschi ma assemblati in modo tale da essere perfettamente musicali anche per chi come me non conosce questi termini..la strofa finale è bellissima, anche perchè ci vedo una metafora ( ma tutta la poesia potrebbe esserlo) della nostra tribolata epoca, bravo e auguri!

il 30/12/2017 alle 18:00

grazie molte Arturo

il 30/12/2017 alle 18:08